Cavanella Po oggi è un piccolo centro disabitato, siamo sulla riva sinistra del Po a metà strada tra Adria e Porto Viro. Il paesaggio è ricco di verde affiancato da scheletri industriali a ricordo di un tempo che non c’è più. Il fiume corre veloce ed a fissarlo niente uomini, niente carri, niente fumi, niente barche e traghetti. Qui tutto è silenzio, oggi una strada separa un moderno ristorante da un bed and breakfast. In pochi sanno che sotto di essa giace un canale che per secoli ha consentito la navigazione da Venezia verso la Lombardia. Proprio a fianco della strada nell’ex Ristorante “Ai Scalini” della Signora Renier, una pietra d’Istria ricorda cosa fu Cavanella Po.
Cavanella Po: il suo passato

Di Cavanella Po non è semplice ricostruire le origini. Il significato del nome offre interpretazioni controverse per alcuni deriverebbe dal termine “Cavana” che nel dialetto locale significa serbatoio d’acqua. Per altri deriva da “Cava” di terra nella zona del Po ossia “cava nel Po”. Lasciamo volentieri agli esperti fare chiarezza. Ciò che diamo probabilmente per certo è che alla metà del 1600 un patrizio veneziano, il conte Papadopoli, padrone di tutta la vasta zona, possedeva un palazzo a Smergoncino. Il nobile per agevolare il figlio sacerdote, costretto a recarsi ad Adria per celebrare la Messa, fece costruire una chiesetta (l’attuale tempio dedicato ai Santi Andrea e Giuditta) adiacente al suo palazzo. Attorno al tempio ed al palazzo sorsero alcune case formando così l’agglomerato di Smergoncino.
Cavanella Po: punto strategico per il commercio

Lo splendore del passato, prima commerciale e poi industriale, e durato a lungo, dalla Serenissima agli Asburgo, dai Savoia alla Repubblica, richiamando sempre guardie, doganieri, soldati, Compagnie di assicurazione e di navigazione. Ovviamente pure marinai, facchini, lavoranti, cavallanti.
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Alcuni edifici privati, più solidi del necessario rivelano chiaramente antiche strutture pubbliche. Uno di questi è proprio l’ex Ristorante “Ai Scalini” ora B.&.B. Articiocco. Ci piace immaginare che l’attuale locale sia stato anche in passato Osteria-Locanda e punto di ristoro visitato di giorno e di notte, quando i burchi riposavano. Qui Una pietra d’Istria ricorda cosa fu Cavanella Po.
Alla ricerca di un passato dimenticato

Alcune settimane fa ho avuto il privilegio di ricostruire la storia di quel frammento di pietra d’Istria che ricorda cosa fu Cavanella Po. Trovata anni fa in fase di ristrutturazione del locale, la Pietra d’Istria oggi rivive in bella mostra incastonata nel muro del locale. Intagliati in essa appaiono chiari ancora alcuni nomi: Zuanne Dandolo, Lorenzo Venier, e Gerolamo C. La mia ricerca ha dato i suoi frutti in tempi relativamente brevi. Ovviamente attendiamo il riscontro di un esperto. Certi che ad inizio 1600 a pochi chilometri da Cavanella Po venne completata la più grande opera idraulica del Polesine. Il Taglio di Porto viro. Negli anni successivi furono avviati lavori per la costruzione di paratie e canali navigabili che collegassero il fiume Po con l’interno del Polesine, e con Venezia.
Una pietra d’Istria ricorda cosa fu Cavanella Po: le testimonianze rinvenute

A testimonianza di ciò che vi stiamo raccontando vi riportiamo parte del testo di Bernardino Zendrini. Egli fu ingegnere idraulico e matematico della Repubblica Veneta.
“Memorie storiche dello stato antico e moderno e di que’ fiumi che restarono divertiti per la conservazione delle medesime”.
Anno 1622
“Partì l’esecutore Luigi Civran li XXIV. di Aprile MDCXXII. per il Po, onde dar principio alla fabbrica delle porte della nuova Cavanella, ed esaminare, se il cavamento che stavasi facendo, fosse secondo quanto era stato stabilito. Alla sua presenza però fu livellato il piano ove doveva andare il selciato delle nuove porte. Fu prescritto agli operai il modo di conficcare i pali e di ergervi sopra le muraglie del sostegno. Il mese appresso vi furono sopra luogo i savj alle acque Giovanni Dandolo, Lorenzo Venier procuratore e Girolamo Cornaro, e gli esecutori Luigi Civran e Giovanni Barbarigo. Osservarono essi nel battuto, ove aveva ad andare il selciato, che i pali i quali vi si battevano, si levavano nel mezzo, quasi che una forza sotterranea li spingesse fuori dalla terra: fu ciò attribuito dai periti alla condizione della terra quorosa…”

Anno 1623
Il procuratore Lorenzo Veniero e Giovanni Basadonna savj alle acque, e gli esecutori Pietro Badovaro, Girolamo Priuli ed Andrea Delfino passarono di nuovo sul Po nel Maggio del MDCXXIII per sollecitare le operazioni della nuova Cavanella e delle porte, ed insieme riconoscere il sito da intestar il Po delle Fornaci… Alla Cavanella trovarono in sensibile difetto il cavamento , ed in ispezie l’arginatura, compite per altro le porte, nella sinistra parte delle quali, entrando in Po, fu posta la seguente iscrizione:
VT ANNONA ET MERCIMONIA FACILIVS VEHANTVR PRIVATORVM VSVI ET REIP . COMMODO AQVARVM COLLEGII DECRETO P.ANNO CHRISTI M.DC.XXIII. M . MARTII.
L’esecutore Girolamo Priuli ripassò al Po due mesi dopo. Vide egli uno stramazzo, che si era preso di fare X. Pertiche incirca inferiormente alla bocca del canale di Forcarigole. A motivo di conservare e nei canali, nella nuova Cavanella un corpo sufficiente di acqua per servizio della navigazione….
Una pietra d’Istria ricorda cosa fu Cavanella Po: le nostre considerazioni

In attesa di un riscontro ufficiale da parte di qualche illustre storico possiamo presumere date le testimonianze che una pietra d’Istria a ricordo di cosa fu di Cavanella Po sia databile 1622-23. Vogliamo inoltre sperare che nell’anniversario dei suoi quattrocento anni tale reperto possa avere un riscontro dal punto di vista storico. Se no fosse così potrà diventare almeno motivo d’orgoglio e d’ispirazione di un’intera comunità a non scomparire per sempre.

Fonte editoriale: “Memorie storiche dello stato antico e moderno e di que’ fiumi che restarono divertiti per la conservazione delle medesime”. di Bernardino Zendrini
“Crimini e storia tra Po e Adige” di Elios Andreini
“www.comune.adria.ro.it”